BEATRICE MONROY INCONTRA GLI STUDENTI DEL “VOLTA”:UN DIALOGO ALL’INSEGNA DELL’ATTUALITA’

Beatrice Monroy ha incontrato gli studenti per discutere di mafia, memoria e impegno civile, partendo dal suo libro "La verità è moneta perdente"

Un dialogo intenso per guidare gli studenti alla riflessione sull’attualità. Questa la formula adottata per “L’incontro con l’autore”, l’evento conclusivo del laboratorio di lettura, attivato annualmente per gli studenti dell’I.I.S. “A. Volta”  e realizzato grazie al lavoro svolto nelle quinte classi  dai docenti di Italiano(Alaimo, Mastrosimone, Miceli, Palermo Restivo, Scarlata, Scarpulla,Valenza,)che quest’anno ha avuto come protagonista Beatrice Monroy, scrittrice e drammaturga palermitana. Fase propedeutica all’incontro è stata la lettura dell’ultima pubblicazione dell’autrice, “La verità è moneta perdente”, saggio-romanzo in cui Monroy rievoca  alcuni  delitti di mafia tristemente famosi, che hanno insanguinato la Sicilia, puntando il focus sulla tragica stagione delle stragi del 1992.

Fil rouge della narrazione il silenzio omertoso che, nascondendo la verità, rende i cittadini sudditi del potere mafioso, violando la sacralità dei valori democratici e disgregando il senso della collettività.  Nel testo Beatrice Monroy racconta i fatti filtrandoli dal proprio vissuto di cittadina e donna palermitana e pertanto ancora più soggetta alla sudditanza del patriarcato: assumendo con un allusivo “Noi” il punto di vista di un’intera generazione femminile siciliana, la scrittrice, tramite brevi ma significativi episodi, narra come questa abbia dovuto lottare per la propria emancipazione culturale, trovando nel trauma indelebile provocato dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio un fortissimo stimolo alla ribellione e contribuendo in modo decisivo  così alla storica “Primavera di Palermo”, simboleggiata dai lenzuoli bianchi.

Un testo dunque fortemente impegnato dal punto di vista socio-culturale, coerente con il profilo di Monroy, testo dalla cui lettura gli studenti delle quinte classi del “Volta” hanno tratto molteplici spunti per dialogare con la scrittrice, durante l’incontro  svoltosi il 23 aprile presso l’auditorium “G. Bufalino” e moderato dal Dirigente scolastico Vito Parisi e dalla professoressa Adriana Valenza. Entrambi, aprendo l’evento, hanno sottolineato il legame tra scrittura e impegno sociale, legame fortemente testimoniato dalla carriera letteraria di Monroy. Varie e pregnanti le tematiche che hanno ispirato le domande poste dagli studenti: il dissidio tra il rimanere in Sicilia e il partire, l’odio- amore per questa terra segnata da contraddizioni e fatalismo, il ruolo odierno della scrittura e della letteratura, la disamina di alcune distorsioni  dettate dalla cultura mafiosa, l’obiettivo ancora non pienamente realizzato della parità di genere, la lotta al patriarcato e altri interrogativi di scottante attualità. Molte domande hanno riguardato alcuni passi del romanzo letto, l’interpretazione di termini tipici del dialetto siciliano, il cui significato è sintomo di una cultura che stenta a superare alcuni stereotipi, come per esempio “fuoddi”, ossia l’individuo “pazzo, folle” perché ribelle all’omologazione e al potere mafioso; il “nenti ci fu”, ossia la svalutazione finalizzata all’insabbiamento di un fatto in realtà grave, la cui divulgazione romperebbe il muro del silenzio. Beatrice Monroy ha risposto con affabilità e profondità alle numerose domande poste dagli studenti, inserendo anche degli aneddoti significativi della sua attività di scrittrice legata alla città di Palermo e alla Sicilia,  tratteggiandone luci e ombre con obiettività e pacatezza.

A conclusione dell’incontro, la prof. Valenza ha ringraziato  Beatrice Monroy per aver “aperto un intero mondo” con la sua scrittura, obiettivo precipuo e nobile che ogni scrittore dovrebbe proporsi. Anche il Dirigente Parisi, esprimendo gratitudine alla scrittrice, ha definito “La verità è moneta perdente” un “manualetto di vita” che tratta temi tragici e forti, ma con uno stile comunicativo pacato, strumento essenziale per un autentico dialogo sia all’interno della società sia soprattutto con le nuove generazioni.